Il cuore di un media center si trova naturalmente nella combinazione microprocessore / scheda madre.
Questa e' la scelta piu' difficile da fare perche' sul mercato sono presenti
moltissime combinazioni di questi due elementi; e' bene inoltre tenere presente che
vanno accoppiati correttamente: le schede madri nascono per montare solo determinate
CPU.
Il processore
Le caratteristiche che dovrebbe avere un processore per essere impiegato in un media
center si avvicinano piu' a quelle di un portatile che ad un sistema desktop.
Deve avere una buona potenza (ma non eccessiva), scaldare poco,
andare in stand-by completamente consumando il meno possibile
ed essere in grado di modulare la velocita' in funzione del carico lavorativo.
Ad oggi non esiste un prodotto che abbia queste caratteristiche; si potrebbe usare
un processore impiegato nei portatili ma (con le dovute eccezioni) non esistono
soluzioni per montare in un desktop una CPU di un portatile.
Si deve quindi ripiegare su di un processore tradizionale con tutti i suoi pregi e limiti.
Il pregio piu' grosso e' data dalla combinazione prezzo/prestazione, i difetti sono
legati alla dissipazione termica ed al consumo. Per rendere silenzioso una CPU che
scalda molto bisogna utilizzare accorgimenti e componenti particolari che hanno
limiti e costi differenti da quelli tradizionali.
Sia Intel che Amd (i principali produttori di microprocessori) hanno a catalogo
soluzioni desktop che implementano tecnologie per ridurre i consumi quando il carico
computazionale e' ridotto (ad esempio quando si ascolta musica, o si guardano foto);
quella di AMD si chiama
Cool'n'Quiet;
Intel invece ha introdotto proprio con le nuove generazioni di Pentium4 la stessa
tecnologia che gia' viene utilizzata sui portatili, ovvero "Enhanced Intel® SpeedStep® Technology".
Sono nomi diversi per soluzioni il cui scopo e' gestire dinamicamente la velocita'
del processore in funzione del carico; in pratica quando la CPU ha poco lavoro
rallenta il suo clock e di conseguenza consuma e quindi scalda meno.
Purtroppo malgrado l'introduzione di queste tecnologie il risultato e' ancora inferiore
a quello oggi ottenibile con un processore nato per essere montato su un computer
portatile; sono naturalmente anche inferiori le prestazioni ma che per un HTPC sono
piu' che sufficienti.
La scelta migliore oggi e' quindi obbligata: acquistare un processore desktop
dotato delle tecnologie di riduzione della velocita' in funzione del suo carico
e dotarlo di un ottimo dissipatore efficiente e silenzioso.
Il dissipatore per la CPU
Questo componente, normalmente sottovalutato, nel caso di un HTPC assume invece
importanza di primo piano: il calore generato dalle CPU va infatti smaltito nel
modo piu' efficace possibile e con il minor rumore possibile.
Nel caso di un htpc esistono due soluzioni: un dissipatore silenzioso dotato
di ventola o un dissipatore completamente passivo. I dissipatori con ventola per
essere silenziosi devono avere un nucleo radiante (possibilmente totalmente in rame)
di dimensioni generose accoppiato ad una ventola dal profilo silenzioso. Anche
questa deve avere dimensioni generose, in generale potremmo dire che devono partire
da 80 mm in su. Il principio che spesso viene adottato, banalizzando il problema,
e' che per muovere la stessa quantita' d'aria facendo meno rumore si usano ventole
piu' grosse con regimi di rotazione inferiore.
I dissipatori passivi adottano invece soluzioni differenti: attraverso il meccanismo
delle pompe di calore sono dei veri e propri radiatori. Il limite di questa soluzione
appare subito evidente: un radiatore passivo per smaltire il calore deve comunque
essere attraversato dall'aria. Una soluzione passiva e' quindi adatta quando
il contenitore utilizzato e' spazioso e con un buon ricircolo dell'aria.
Le dimensioni di un dissipatore passivo sono infatti generalmente superiori
a quelle di un dissipatore tradizionale dotato di ventola.