|
Dopo averlo caricato giunge l'atteso momento della prova. Lo appoggiamo per terra, accendiamo e via, Roomba
incomincia il suo lavoro di pulizia. Quello che notiamo subito e come il Roomba si relaziona con
l'ambiente circostante: non avendo sensori con cui mappare la stanza
Roomba procede applicando una serie di algoritmi comportamentali ben definiti: all'inizio
si muove a spirale fino a quando non tocca un oggetto. A quel punto incomincia a cercare il bordo della stanza
per cercare di pulirlo tutto, quindi passa a zigzagare e così via fino a quando il pavimento non viene passato
tutto. Quello che stupisce e che Roomba, essendo praticamente cieco, si affida al tocco per trovare gli oggetti:
in parole povere va a sbattere contro gli ostacoli che rileva con il suo spoiler anteriore.
In pratica quando lo mettete a pulire una stanza sentirete il rumore dell'aspirazione e poi una serie
di colpi ogni qual volta va a sbattere contro qualcosa. Naturalmente lo spoiler è retrattile ed è concepito
proprio per questa funzione; questo significa che l'approcio di Roomba è comunque delicato e, per gli oggetti, innocuo.
|
|
Quello che lo rende estremamente efficace è la combinazione dei sensori e l'intelligenza artificiale di
cui è dotato. Oltre al tocco è in grado di capire quanto sporco sta aspirando (quindi di ripassare dove ne
trova di più) e di misurare, anche se in modo approssimativo, le dimensioni di un locale.
In pratica Roomba è dotato di un hardware semplice accoppiato ad un software per alcuni aspetti veramente
geniale. Le spazzole ed il potente motore dedicato all'aspirazione lo rendono invece
estremamente efficace sia nella pulizia di pavimenti lisci che di tappeti (basta che non abbiano le frange...) e di moquette.
Assolutamente fantastica l'idea della spazzola laterale rotante (nella foto qui a fianco la potete vedere in alto a sinistra): con questa Roomba riesce a pulire
anche gli angoli!
|
|
Il risultato è superiore alle aspettative: Roomba svolge egregiamente il suo lavoro. Lo si posiziona al
centro di una stanza, si chiudono le porte o si piazzano i virtual wall dove non si vuole che passi
e lo si lascia pulire. La velocità con cui lavora non è naturalmente paragonabile a quella di un umano
ma mentre lui pulisce ci si può dedicare a qualcos'altro o più semplicemente si esce di casa.
Il risultato sarà sotto i vostri occhi: pavimento pulito, contenitore dello sporco da vuotare e Roomba
posizionato nella sua base a ricaricare le batterie.
Nel corso della nostra prova lo abbiamo torturato in tutti i modi cercando di farlo incastrare,
di bloccarlo sotto i mobili, di farlo cadere dai gradini: Roomba è riuscito sempre a liberarsi
ed a evitare i pericoli. Pensate che lo abbiamo visto, messo in condizioni di blocco,
anche spegnersi, stare fermo (a riflettere?) per poi ripartire a tutta potenza in senso contrario
liberandosi nuovamente!
|
|